Dirigenti scolastici, lavoro usurante: quando malattia e maldicenze si accaniscono. Il caso

Non basteranno neanche le spiegazioni razionali (“il docente ha la responsabilità di alcune classi ma il dirigente di un intero istituto”) a ristabilire la ragione, proprio come accade per l’opinione pubblica. Ho più volte paragonato la professione del preside all’impresa di un esploratore che si accinge ad attraversare nudo l’Amazzonia con la sola dotazione di un coltellino svizzero.
La partenza è subito in salita perché, dal momento della nomina, cambia l’utenza e, di conseguenza, anche la tipologia di relazione con la stessa. Dal rapporto “asimmetrico e intergenerazionale con gli alunni”, dove non c’è contraddittorio vero e la ragione sta sempre “dalla tua”, si passa d’incanto al confronto “fra pari” con gli ex-colleghi che invece continuano a mantenere il rapporto coi loro studenti.
La relazione dirigente-docente pertanto si caratterizza subito per diffidenza, perplessità, sospetto ma soprattutto per quella opposizione atavica che vede contrapposti lavoratore e …







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